COME RIPARARE DAL SOLE E DAL FREDDO I VASI DI FIORI
L'ARTE del RIUTILIZZO
Sognare un mondo più "pulito" si può, basta non avere la pazienza di aspettare che si ripulisca da solo...
domenica 15 febbraio 2026
mercoledì 10 luglio 2024
RINASCITA DI UNA VECCHIA CASSA
Questa era una cassa da imballaggio per apparecchiature elettroniche. Il tempo l'ha deteriorata in superficie perché è rimasta inutilizzata per moltissimi anni in un angolo del magazzino, ma la struttura era ancora robusta.
Anche in questo caso, al momento di smaltirla, ho sentito una vocina suggerirmi che potevo darle una nuova vita. Ho pensato di poterla riutilizzare come contenitore per la legna del camino, dandole la forma della tradizionale ma poco elegante carriola metallica. Ecco perché le stegole...
Successivamente iniziai a studiare come poterla trasformare in qualcosa di più estetico di una carriola e conferirle un'altra forma.
lunedì 18 marzo 2024
NUOVA VITA A VECCHIE COSE
Mentre stavo riordinando la soffitta per eliminare gli oggetti che non aveva più senso conservare, ho trovato un pannello di multistrato da un lato rivestito di sughero, una carta da parati molto in uso negli anni '80.
L'avevo conservato per il legame affettivo che nutrivo verso quel sughero, ma anche perché ero certo che un giorno mi sarebbe servito per altri usi.
Con quella carta di vero sughero avevo rivestito alcune pareti nella mia vecchia abitazione.
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| Prima fase di lavorazione |
Al momento di buttarlo intervenne la vocina del Riciclatore che mi suggerì di trasformarlo in qualcosa di nuovo.
Quel vecchio pannello, a forma di "u", di circa un metro quadro di superficie, ha subito la metamorfosi, trasformandosi in due porta-ciocchi per il camino della casa in montagna.
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| Dimensioni: 25x25x32 circa. Manici in corda e bambù. |
lunedì 24 agosto 2020
LA FONTANA VERDE
Questa è la terza fontana della casa, manca la quarta che devo ancora costruire. Quando la ristrutturazione del “rudere” sarà terminata ogni componente della famiglia ne avrà una dedicata.
La pietra di questa fontana proviene dai monti del cuneese e ha una lunga storia. Fino ad una ventina di anni fa era nel letto di un torrente. Ma a causa di un guasto a un modem il destino ha voluto che diventasse una fontana.
A
quei tempi mi occupavo di reti informatiche in aziende sparse sul territorio
piemontese: banche, comuni, fabbriche, alberghi ecc. Un giorno feci un
intervento in un piccolo albergo in provincia di Cuneo. Era una specie di
rifugio in fondo a una valle, quasi al confine con la Francia.
Cominciai a scalzarla tutt'intorno finché iniziò a muoversi. Quando riuscii a tirarla fuori dalla sabbia, ormai avevo già sforato sull'orario di pausa, ma non potevo lasciarla lì dopo tutta la fatica. Anche se pesava circa settanta chili, la feci rotolare fino alla macchina. Ma come alzarla per caricarla?
mercoledì 20 maggio 2020
IL FIORARMADIO
Mi piace conoscere le piante e convivere con loro, non solo perché ci forniscono ossigeno, frutta, legna e altri derivati indispensabili alla nostra sopravvivenza. Amo le piante anche perchè sono capaci di organizzarsi come collettività meglio di noi esseri umani.
Quando ancora non avevo un pezzo di terra dove sfogare la mia passione per le piante, avevo costruito delle fioriere sui balconi di casa in città. Oltre a piante estetiche, come glicine e gelsomino, avevo piantato qualche alberello da frutta.
Dal giorno in cui ho avuto la possibilità di occuparmi di un frutteto di quattromila metri quadri e un centinaio di metri di orto, alcune fioriere erano diventate superflue. Qualche anno fa ne ho smontate alcune.
Nonostante le fioriere fossero rimaste colme di terra per una quindicina di anni, una volta smontate mi ero accorto che il legno (pino nodoso), grazie a una buona coibentazione, era ancora in ottimo stato e non l'ho buttato.
In uno dei balconi di casa avevo un vecchio armadio in truciolato, residuo della stanza dei miei figli. Il truciolato cominciava a manifestare i segni dell'usura: impiallacciatura che si staccava, legno gonfio (dove si era bagnato), e cerniere dalle quali cominciavano a cedere le viti. Non potevo certo farmi scappare questa occasione! Non ridare vita a quel legno di pino avrebbe leso la mia reputazione di Riutilizzatore!
Le fioriere, non finite nel cimitero delle morti precoci bensì nel "purgatorio" (il mio magazzino), ora sono resuscitate sotto altra forma.
Con una leggera passata di carta vetrata e una mano di impregnante all'acqua il legno di pino è tornato come nuovo.
Ora, ogni volta che lo guardo, sento che mi dice: "Sono fiero dell'esperienza di aver vissuto una vita precedente. Se è possibile vorrei essere chiamato Fiorarmadio".









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